Ecco la cucina che piace agli italiani

 

 

Cambia l’approccio alla cucina degli italiani. A testimoniarlo è una recente ricerca, presentata nel corso della manifestazione milanese TuttoFood, dal titolo: Dal ristorante alla rete. Le tendenze del food di domani, promossa proprio da TuttoFood e realizzata da Ipsos.

Saperne di più su gli intervistati

Qual è stato il campione preso a modello per questa indagine? Un bello spaccato della popolazione italiana. La ricerca, condotta nel mese di marzo, infatti, si è concentrata su gusti e preferenze di più di 800 persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, distribuiti lungo tutta la Penisole, maschi e femmine, rappresentativi degli italiani anche per livello di istruzione. L’indagine è stata condotta on line, seguendo i principi della metodologia Cawi.

Cosa ci piace mangiare

Quattro le caratteristiche del piatto preferito dagli italiani: leggero, delicato (ma senza esagerare), salato e tradizionale. il 71 per cento del campione, infatti, ha dichiarato di preferire piatti leggeri, anche se il “gusto senza compromessi” si difende bene soprattutto tra le classi sociali medio-alte. Se i millennial (il 62 per cento di loro) si dichiarano per la sperimentazione e l’innovazione in cucina, il resto della popolazione (il 58 per cento degli intervistati) ama la cucina tradizionale ed è restio a lasciare la strada vecchia per la nuova. Meglio un gusto delicato (qui il margine di vittoria sul piccante, però, non è poi così ampio: 52 per cento contro 48 per cento). A fare la differenza è la scelta di donne di età tra i 50 e i 64 anni. Dolce o salato? Il 70 per cento del campione non ha dubbi: salato.

In casa o al ristorante?

Agli italiani piace mangiare fuori casa. È una tendenza in crescita che interessa soprattutto gli abitanti delle regioni settentrionali (più Nordovest che Nordest), lavoratori e laureai. Tra gli intervistati la percentuale di quelli che almeno una volta a settimana scelgono di cenare fuori è pari al 40 per cento. Solo due anni fa era dieci punti percentuali in meno.

Si cucina meno?

Quindi, la tendenza in crescita di pranzi e cene fuori casa si traduce in un minor tempo passato ai fornelli? Assolutamente no, anzi. Gli italiani amano cucinare e organizzare, a casa propria, cene con gli amici. Questo si traduce in un aumento del tempo passato in cucina a organizzare la cena. Nel 2015 e nel 2016, ad esempio, il tempo speso in queste attività era un’ora e 15 minuti. Per il 2017 si registra un incremento che porta il tempo complessivo dedicato alla cucina a un’ora e trenta minuti.

Perché si passa tanto tempo ai fornelli?

L’aumento del tempo dedicato alla cura del piatto è legato soprattutto alla voglia di fare bella figura con i propri ospiti. È nota nel mondo l’idea che gli italiani siano uni dei popoli più ospitali, sempre pronti a organizzare tavolate con gli amici per passare del tempo in compagnia. Spesso, a dettare la necessità di andare a cena fuori, è anche una questione di spazi limitati in casa che impediscono, ad esempio, l’acquisto di prodotti come ampie tavolate. Sempre più diffusi, infatti, sono gli spazi aperti che uniscono cucina e soggiorno e che non possono essere ingombrati con lunghi tavoli inutilizzati per a maggior parte del tempo. La soluzione, spesso, è dietro l’angolo ed è offerta da aziende innovative, come Lg Lesmo, che propongono un tavolo allungabile moderno e comodo, pronto a rispondere alle esigenze di ospitalità.

Cosa cucinare per i nostri ospiti?

Sistemati gli ospiti, quindi, cosa portare in tavola? Gli italiani amano i primi a base di pesce, piacciono al 39 per cento del campione. Meno apprezzati i primial forno (18 per cento) e quelli a base di carne (17 per cento). Per i secondi: il 48 per cento sceglie il pesce, il 43 per cento la carne.

 

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