Il sacchetto della spazzatura intelligente dotato di microchip

Il sacchetto della spazzatura intelligente dotato di microchip

La gestione dei rifiuti è una questione sempre più pressante in Italia che necessita di ottemperare anche a richieste specifiche dell’Unione Europea in materia di tutela ambientale. La raccolta differenziata non basta più; è necessario migliorarla e renderla più efficace, senza troppi oneri fiscali che gravano sui contribuenti. Oggi, tutto ciò è possibile grazie alla tecnologia e all’introduzione in alcune regioni italiane del sacchetto per la spazzatura dotato di microchip per una raccolta personalizzata ed efficiente. In Italia, esistono ditte private di gestione dei rifiuti – come la Nova Ecologica a Roma – in grado di fornire soluzioni tecnologiche e consulenza di vario tipo per risolvere il problema dei rifiuti nel modo più corretto possibile e rispettoso dell’ambiente.

Che cos’è il sacchetto con microchip?

Il sacchetto con microchip è dotato di un sistema innovativo basato sulla tecnologia di identificazione a radiofrequenza (RFID). In pratica, ogni sacchetto o contenitore della spazzatura per la raccolta differenziata è dotato di un codice a cui è abbinato un unico utente. Ciò permette di:

  • Misurare automaticamente i rifiuti di ogni singola utenza,
  • La loro corretta differenziazione, e soprattutto
  • Una contabilizzazione rapida e precisa che ha traccia della filiera senza rischi di errore.

Le amministrazioni pubbliche che decidono di adottare la distribuzione dei sacchetti con micro-chip possono applicare tariffe sui rifiuti più puntuali ed eque, nonché ottenere livelli di raccolta differenziata più precisi con notevoli vantaggi economici e ambientali.

Come funzione il sacchetto tecnologico?

Ecco come funziona un sacchetto per la spazzatura dotato di microchip:

  1. i sacchi e i contenitori vengono dotati di un tag /etichetta RFID per la tracciabilità;
  2. i sacchi così contrassegnati vengono consegnati agli utenti a cui si associa un codice identificativo univoco che viene registrato sul server centrale (centralina di controllo);
  3. gli utenti eseguono la raccolta differenziata secondo le disposizioni comunali utilizzando gli appositi sacchi e contenitori dotati di microchip RFID e li conferiscono negli appositi cassonetti (singoli o condominiali);
  4. a ogni ritiro, il conferimento viene registrato tramite la lettura del microchip attraverso le antenne posizionate sugli automezzi di raccolta. Le antenne sono in grado di leggere il chip da un minimo di pochi centimetri fino a 10 metri di distanza e registrare contemporaneamente più conferimenti senza operatore;
  5. i dati raccolti vengono memorizzati sul computer di bordo;
  6. al ritorno in sede, i dati contenuti sul computer vengono inviati al server centrale (anche tramite wi-fi);
  7. il server abbina i dati raccolti ai codici identificativi dei singoli utenti e li verifica;
  8. i dati verificati sono, infine, spediti all’ufficio dei tributi per l’applicazione equa e pertinente della tariffazione, basata esclusivamente sulla reale produzione di rifiuti del singolo utente.

Con questa metodologia, nei paesi e nelle regioni italiane in cui è stata adottata, si sono registrati risparmi per gli utenti e le amministrazioni fino all’ 85%.

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